There was a time…
Posted on June 2, 2007
C’era un tempo in cui in questo Paese esisteva la dignità. In cui esisteva il rispetto per il dolore, in cui non si spettacolizzava anche la sofferenza (vera) di poveri disgraziati. In cui i criminali erano trattati per quello che erano, belli o brutti che fossero.
Ma procediamo con ordine.
Una donna incinta all’ottavo mese di gravidanza viene trucidata dal marito. Il giorno dopo la terribile scoperta, ecco apparire il movente: l’uomo temeva che il figlio non fosse suo. E cosa dicono a Studio Aperto? Non che questo figlio di buona donna debba marcire in prigione, non sia mai; ma che sarebbe il caso di fare le analisi del DNA per capire se la tesi dell’assassino fosse vera, per capire cosa può averlo spinto a fare un atto del genere…
Capire… Capire… certo, oggi l’importante è “capire”, metabolizzare tutto. I fatti di cronaca più orrendi non possono essere etichettati come frutto dell’umana follia, o come il prodotto di una scheggia impazzita in questa società che ci sembra così bella e pulita. No, oggi è tutto da “capire”, da catalogare, da accettare in fondo.
E poi via, servizi mielosi con una voce fuori campo che ci narra i sogni di un bambino che non ha potuto vedere il mondo, come se fosse solo un’altra puntata di un’insulsa sitcom come quelle con cui tutte le sere ci rimbambiscono. Come se QUEL BAMBINO NON FOSSE MORTO DAVVERO, ma per noi seduti comodamente davanti a una televisione con un pasto caldo di fronte, poco cambia, no?
E via, ancora, un altro servizio: un uomo, agli arresti domiciliari, parla dal balcone di casa di come sia andata la notte con la moglie, minaccia le persone che “colpirà” con i suoi scoop quando sarà libero, sfoggia tatuaggi e abbronzatura, perché anche lui non è un “vero” criminale, ma un personaggio patinato e fantasioso: a noi seduti comodamente davanti alla televisione poco importa che quell’uomo abbia estorto del denaro ad altre persone, che si sia arricchito in modo sleale e illegale. A noi basta vedere un uomo abbronzato e muscoloso, pieno di belle ragazze e amici ricchi e famosi, per capire che “in fondo” non può essere un vero criminale.
C’era un tempo in cui un simile avanzo di galera sarebbe stato trattato per quello che vale realmente. Oggi non è più così.
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