Politica estera? EMERGENCY!

Posted on March 22, 2007

Il buon Mastrogiacomo è stato liberato, ma il caso Mastrogiacomo è ben lungi dal concludersi. La trattativa condotta con i terroristi, sequestratori del giornalista italiano, presenta molti punti oscuri e pone parecchi interrogativi.
In primo luogo, è banale chiedersi se sia giusto che per ottenere la liberazione di un civile, rapito mentre viaggiava senza scorta e si preparava ad intervistare il capo di un gruppo di terroristi, si scenda a patti coi rapitori. Mastrogiacomo è un giornalista, conosce la situazione afghana, e conosce assai bene i rischi connessi all’operato in quella zona. Il diritto di far giornalismo deve essere preservato ad ogni costo o in circostanze così estreme si può farne a meno?
La liberazione del gruppo di prigionieri politici, effettuata come pagamento del riscatto per il giornalista, è il punto chiave della vicenda. Mi stupisco di come persone altolocate ed importanti come D’Alema e Bertinotti escano con frasi infelici come “siamo felici di aver salvato una vita”. Ma a quale costo? Quante vite sono state messe in pericolo con la liberazione dei terroristi?
Uno di questi era l’ex ministro della cultura del regime taliban, cioè quell’uomo che ordinò la distruzione delle enormi, millenarie statue del Buddha. Non un personaggio di secondo piano, quindi. Inoltre, la frase di D’Alema (”noi non abbiamo liberato nessuno, abbiamo solo girato la lista dei nomi al governo afghano”) è tanto patetica quanto inopportuna.
Altro punto oscuro è il ruolo dell’interprete di Mastrogiacomo. Se le trattative sono state condotte da Emergency, che è un’organizzazione umanitaria, perché sono state fatte distinzioni? Un’associazione umanitaria fa forse differenza tra la vita di un giornalista italiano e quella di un interprete afghano? Perché non hanno fatto tutto il possibile per far liberare anche Achmal?

Filed Under Senza Categoria | Leave a Comment

© Copyright MetalElf0 • Powered by Wordpress • Using Eye Candy theme by Brian Gardner.